La Città dei Ragazzi/Boystown/ www.oncr.it/

fabrice eulry
Pensavo di andare ad un concerto come quelli ai quali siamo abituati con Elisabeth Sombart, dalla Newsletter della Fondation Résonnance avevo memorizzato solo il nome del Famosissimo Improvvisatore Fabrice Eulry. Non vedevo l’ora di risentirlo suonare.
Sono arrivata nella notte, nel primo freddo di novembre alla Città dei Ragazzi. Ho trovato solo Stefano lì davanti che aspettava. Le porte erano chiuse… ci siamo chiesti se eravamo al posto giusto. Ma verso le 21:00 le porte sono state aperte, siamo entrati, seduto al Kawai mezza coda c’era un adolescente egiziano che giocava con i suoni della tastiera. La prima cosa che ci ha detto e che voleva imparare a suonare… Poi sono arrivati altri 2 ragazzi. Tutti sorridenti. Salutavano! Stringevano la mano a me e davano pacche sulla spalla a Stefano! Erano felici di rivedere Stefano perché ricordavano che era bravissimo a raccontare le barzellette. Allora Stefano ha cominciato subito a fare frasi di spirito e tutti a ridere rumorosamente. Più si rideva forte e meglio si stava. E all’improvviso sono arrivati 10 o 20 0 30, insomma tanti tutti insieme, di questi ragazzi che salutavano Stefano e guardavano me come se fossi un marziano (beh se mai arrivo da Venere)… Eravamo tutti in piedi intorno al pianoforte. Stefano recitava battute una dietro l’altra e i ragazzi ridevano, si davano le gomitate complici e si piegavano in due reggendosi la pancia! Io gli osservavo lasciandomi contagiare da tanta energia. Era tutto esilarante… a tal punto che in pochi minuti avevo dimenticato perché mi trovavo in mezzo a tutti questi ragazzi.
Finalmente è arrivato Fabrice Eulry tutto di beige vestito con il suo immancabile cappello Borsalino.
Allora dopo i vari saluti, abbiamo preso posti non proprio come si fa in una sala da concerto piuttosto ognuno come più gli piaceva. I ragazzi in gruppi vari seduti con le sedie girate verso tutti i lati non per forza verso il pianoforte.
Prima di Fabrice abbiamo ascoltato il giovane pianista rumeno Henrik in un breve pezzo di Mozart. Sono stata sorpresa mentre mi lasciavo avvolgere dalle vibrazioni di Mozart perché tutti sono rimasti relativamente in silenzio. Dico relativamente perché immagino che non è un impresa facile per loro ascoltare musica classica in mistico silenzio come esige la qualità di alcune performance. Comunque gesticolavano e sghignazzavano lanciandosi occhiate, per loro sicuramente il massimo del silenzio e del rispetto. So che ammiravano quel ragazzino tanto più giovane di loro. La musica non era importante non era importante Mozart, era importante rispettare quel giovane talento che suonava solo per loro.
Ed è arrivato il momento tanto aspettato: Fabrice Eulry si è avvicinato al Kawai! Tanto aspettato da noi “marziani stranieri” o da loro, i “Ragazzi della Città”??? Lui era già venuto a maggio a suonare per loro e tutti erano qui per lui anche se in televisione c’era una partita di calcio importante, loro questi 30 o più ragazzi, volevano giocare con Fabrice. Sì giocare, perché ascoltare un concerto di Fabrice è lasciarsi trasportare in un gioco… Scusate, ho dimenticato i brani eseguiti, nel genere blues, jazz o rock non do il mio massimo, arrivo fino alle sue improvvisazioni di Burt Bacharach, voi prendete il link che vi ho messo sotto e ricollocate lo stesso brano alla Città dei Ragazzi… immaginate questo pianista che si muove in continuazione, si alza, fa il tamburo sul piano e ritorna e suona e invita il pubblico a fischiare o a battere le mani. “Fabrice et le piano fou” dicono in Francia! Sì! sembra che sia proprio il piano ad impazzire sotto le sue dita. I ragazzi si sono scatenati. Fischiavano. Si alzavano e cambiavano posto per seguire i giochi del pianista. Ogni volta che si liberava un posto immediatamente un ragazzo arrivava e lo occupava. Ridevano, il piano non si sentiva quasi più sotto le risate, i fischi o le battute in arabo… Un vero delirio. Tutto molto contagioso. Noi timidi accennavamo appena a seguire il ritmo indiavolato dalle nostre sedie. Sì perché in fondo eravamo un po’ intrusi… intrusi accolti con tanti sorrisi.
Stefano e Henrik sono stati invitati da Fabrice a un 6 mani improvvisato! Incredibile cosa sono riusciti a fare 3 grandi maghi del pianoforte.
Io non ricorderò nulla sulla musica di questo show ma di sicuro ricorderò di essermi sentita molto ma molto fortunata ad essere stata tra gli spettatori ridenti del concerto alla Città dei Ragazzi. #whenlifeisbetter
http://youtu.be/cKb1MtnILgo

cittàdeiragazzi

_____________________________________________________________________________________________________________________
I thought I was going to a concert like those to which we are
accustomed with Elisabeth Sombart. When I read the Newsletter of the Fondation Résonnance the only the name I had memorized was Fabrice Eulry, the famous improvisator. I could not wait to hear him play again. I arrived in the night, in the first cold of November to the “Città dei Ragazzi” – Boystown. I only found there Stefano waiting alone in front of the concert room. The doors were closed… we even wondered if we were in the right place. Around 9 pm the doors were opened and as we walked in we first listened the very familiar sounds, at the baby grand piano an Egyptian teenager was making sounds. The first thing he told us was that he wanted to study piano… Then there were two other young guys . All smiling. We were greeted by shaking hands and they also slapped on Stefano shoulders! They were happy to see Stefano as they were familiar with his jokes. Stefano began immediately to tell funny sentences, all laughed loudly. The louder they laughed the better they felt. Suddenly 10 or 20 or 30, well a lot together, of those guys arrived and said hello and looked at us as martians (eventually I come from Venus)… Now we were a lot all around the piano. Stefano telling more and more jokes and the boys laughing and giving each other nudges. I was just observing free > of receiving so much energy. It was so hilarious… so much hilarious that in few minutes I had forgetten why I was standing here with those laughing boys around.
Thank God Fabrice Eulry arrived with his all beige suit and his ever present Borsalino hat. Then after a number of regards, we took places not just like you do in a concert hall rather each as they pleased. The boys sat in various groups with chairs turned to all sides not necessarily toward the piano.
Before Fabrice we listened to the young Romenian pianist Henrik playing a piece of Mozart. I was surprised while I let myself be enveloped by the vibrations of Mozart because all remained relatively silent. And I say relatively because I immagine that it is not an easy task for them to listen classical music in mystical silence as required by the quality of some performances. However gesticulating and sneering and glancing at each ohter, for them definitely the most of the peace and respect possible. I felt they were admiring the young boy. The music was not important, Mozart was not important, what was important was the gift the young talented pianist was offering them, it was special, only for them. The moment we had been waiting arrived: Fabrice Eulry approached the Kawai! So awaited by us “martians foreigners” or by them, the boys of the Town ??? He had already come on May to play for them and tonight > they all were here for him even though there was a big football match on TV, the 30 or more boys came to have fun with Fabrice. Yes have fun, because listening to a concert of Fabrice means being part of a funny game… Sorry, I forgot titles of what he played, I am not keen on blues, jazz or rock, maximum I recognize his improvisations on Burt Bacharach, if you take the link here under and relocate the same music played at the Citttà dei Ragazzi you will undertand what I mean… immagine this moving pianist, standing up, drumming on the piano, then coming back to the keyboard and inviting the boys to whistle and applauding. “Fabrice et le piano fou” as the French call him ! Yes ! it seems that the piano is getting crazy under his fingers. The boys went on a rampage. Whistled. They got up and changed place to follow the games of the pianist. Each time a seat was free, immediately a guy occupied it. They were laughing a lot, we could nearly hear the piano under so many laughter, whitles or Arabic jokes… A true delirium! Very contagious. We were shy, we did not dare moving and dancing like the boys did. Yes because in the end we were a bit ” intruders” … intruders welcomed with many smiles. Stefano and Henrik werer invitated to play with Fabrice in a 6 hands improvisation! Incredible what can 3 big magicians of the piano do. I will not remember anything about the music played in the show but for sure I will remember how lucky and priveleged I felt because I was one of the smiling spectators of the concert at the Città dei Ragazzi. #whenlifeisbetter

7 thoughts on “La Città dei Ragazzi/Boystown/ www.oncr.it/

  1. Stefano il said:

    L’articolo è bellissimo e dimostra che sei un’attenta osservatrice di tutto quello che ti accade intorno. Potresti benissimo essere un’investigatrice privata o scrittrice di libri o poesie…
    Ci tenevo però a precisare che l’unico vero grande mago del pianoforte è Fabrice.
    L’unica cosa negativa è che hai messo la foto piccola in alto dove non si vede nulla e se ingrandita sgrana ed è ancora peggio. Peccato.
    Ciao

    • Cathie il said:

      Stefano sempre troppo modesto… nessuno ci creda… sentire per capire cosa è capace di fare con una tastiera di pianoforte!

  2. Fabio il said:

    Come al solito, commenti coinvolgenti privi di aridi formalismi e luoghi comuni, capaci di far “sentire” al lettore il Concerto anche se non era presente. Come se ci fosse stato!!

    • Cathie il said:

      Quando commenti un mio articolo mi fai sentire una blogger principessa. Grazie Maestro “come al solito”!

  3. Paola il said:

    … come ci fossi stata anch’io con te, maestro! E Cathie con il suo amore per la musica non può che colpire al centro dell’emozione! ♡

  4. Bart il said:

    Appasionata descrizione di come la musica coinvolga mente e corpo in risonanza con i suoi toni per produrre un concerto unico.