Psicoarchitettura- il libro/Psychoarchitecture-the book

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“L’architettura è la maggiore espressione dell’immaginazione quale fondamento della creatività e manifestazione peculiare della psiche. L’arte del costruire, più di ogni altra competenza, si nutre del rapporto tra lo psichismo e il territorio e proprio per questo motivo assume varie modalità di realizzazione. È facilmente comprensibile, perciò, quanto l’architettura possa influenzare la psiche di chi la abita o di chi ne viene a contatto. Chi progetta costruzioni o si occupa di urbanistica deve necessariamente essere capace di comprendere lo psichismo e le esigenze dell’utenza. Soltanto a queste condizioni l’architettura può promuovere salute e spargere benessere. In questo abbraccio difficile, ma avvincente, se l’architettura e l’urbanistica disciplinano i volumi e gli spazi, la psicologia ne offre una chiave di lettura fondamentale attraverso lo studio dei processi psicoemotivi dell’essere umano. Il legame tra le due branche della scienza è indiscutibile e i luoghi, i volumi, le aree, le forme, gli arredi sono vitali tanto quanto l’affettività e le relazioni famigliari.”
Agosto è decisamente il mese della lettura. Si va in vacanza. Sereni e rilassati. Abbiamo il prezioso tempo a disposizione… Io ho letto questo saggio prima perché sono “curiosa” di architettura e secondo perché si da il caso che Ivan Battista è un mio caro amico.
Così appena finito di leggerlo ho voglia di condividerlo. Trovate qua sotto il link se voleste acquistarlo. Quando avrete letto anche voi aspetto i vostri commenti… il primo commento forse potrebbe essere dell’autore…
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“Architecture is the greatest expression of imagination as the basis of creativity and a special manifestation of the psyche. The art of building, more than any other competence, is fed by the relationship between the psyche and the territory and that’s exactly why it assumes many ways of realisation. It is easy to understand, therefore, how architecture can influence the psyche of those who live in or those in contact with . Those who design buildings or deal with urban planning must necessarily be able to understand the psyche and the requirements of the users. Only if you respect these conditions, architecture can promote health and spread wellness. In this difficult link, but still compelling, if architecture and urbanism governing volumes and spaces , psychology offers us a fundamental clue by studying the human beings psychoemotive processes. The bond between the two branches of science is unquestionable and the places, volumes, areas, forms, furniture are as vital as affectivity and family relationships.”
August is definitely the good month for reading. We go on holidays . We are serene and relaxed. We have lots of precious time available… I read this essay for two main reasons, first because I am ” curious ” about architecture and second because Ivan Battista is a good friend of mine.
So as soon as I finished reading it I needed to share it with you. Find below the link if you would like to buy it . And when You’ll read it I will be waiting for your comments… would be really great to get the first comment from the author…
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3 thoughts on “Psicoarchitettura- il libro/Psychoarchitecture-the book

  1. Alessandro Ivan BATTISTA il said:

    Sono nel blog di Cathie, che meraviglia! Nell’era di Hermes/Mercurio è incredibile a che velocità possono “volare” le notizie. Psicoarchitettura, come quasi tuti gli altri miei scritti, tratta un argomento apparentemente distante dalla psicologia, interpretato dalla lente dello psicologo e risulta piuttosto originale. Qualcuno si chiederà come mai uno psicologo, e per di più uno psicoterapeuta, scrive di cose d’architettura? Ebbene, io sono convinto che la psicologia e, se giustificata, anche la psicoterapia possono esprimere il loro parere ogni volta che si parli dell’essere umano e di quel che gli sta intorno. Ciò avviene già relativamente a campi del sapere umano che sembrerebbero molto distanti dalle competenze psicologiche come, ad esempio, l’economia con Daniel Kanheman, lo studio dei contesti sociali con Philip Zimbardo, le problematiche legate al terrorismo con Charles Webel.
    Trattare di argomenti d’architettura in termini psicologici, dunque, non è un’invasione di campo. Tale proposito esprime semplicemente la volontà di osservare qualcosa che coinvolge fortemente l’individuo, come può essere lo spazio architettonico che lo delimita, da una visuale, sembrerebbe, inconsueta per i progettisti e i costruttori. L’importanza della psicologia per comprendere, interpretare e progettare uno spazio architettonico, sia esso urbanistico piuttosto che d’interni, in realtà, è assoluta. Lo studio della percezione psicologica dei vuoti e dei pieni architettonici dovrà essere o, sarebbe più giusto affermare, dovrà tornare ad essere una materia di fondamentale rilevanza. Un bravo architetto, per certi versi, non può non essere un abile psicologo. Mi auguro che molti vogliano cimentarsi con la lettura di Psicoarchitettura e non per mero interesse economico. La voglia che mi ha spinto a scrivere questo saggio esula dalla brama di ricchezza, ma non è esente dal desiderio di lanciare un messaggio ben specifico e che esso sia letto e commentato da quante più persone possibili. Il “bene comune” è stato, è e sarà sempre il faro che mi orienta nella vita, soprattuto in quella di scrittore. Un cordiale saluto a tutte/i e …buona lettura! 🙂

  2. Stefano il said:

    Cara Cathie l’articolo è interessante.
    Però non ho capito una cosa: cosa stai architettando?

    • Cathie il said:

      Stefano! Grande Maestro! Riesci a farmi ridere con sole due parole!!!!! Chi sa se ride anche l’autore!!!

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